QUASI TUTTI APERTAMENTE SERVI DEI PADRONI

 

Se qualcuno, nonostante la mole di prove che dimostra l’esatto contrario, pensasse ancora che il Movimento 5 Stelle sia un partito che fa gli interessi dei lavoratori, quanto avvenuto in Parlamento mercoledì primo agosto dovrebbe fargli cambiare idea.

Durante il dibattito sul Decreto Di Maio – impropriamente definito Decreto Dignità – la sparuta pattuglia di Liberi e Uguali presenta un ordine del giorno che chiede il ripristino dell’articolo 18 della Legge 300/70, conosciuta come Statuto dei Lavoratori, abolito dalla cricca renzista con l’approvazione del Jobs Act.

Il risultato della votazione rende chiaro chi, se non altro almeno a parole, difende qualche conquista dei lavoratori dagli attacchi forsennati delle organizazioni padronali e dei loro zerbini nominati nelle istituzioni borghesi nazionali.

A favore del documento si pronunciano in tredici, tutti appartenenti al gruppo parlamentare proponente; i contrari sono trecentodiciassette, mentre gli astenuti ammontano a centonovantuno.

Stanti così le cose, appare evidente che il Parlamento borghese è formato quasi esclusivamente da servi dei padroni che, per la maggior parte, neppure si vergognano della propria condizione.

 

Bosio (Al), 03 agosto 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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